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ago

Galleria di Arte Moderna Ricci Oddi

A Piacenza e dintorni le cose da fare e i monumenti da vedere non mancano di certo: fra questi, se vi capita di fare un giro da quelle parti, tappa obbligata è la visita alla Galleria di Arte Moderna Ricci Oddi, un gioiello di inestimabile valore, che ospita una collezione di arte moderna a dir poco invidiabile.

Gli appassionati del genere troveranno pane per i loro denti in via San Siro, 13; telefono/fax 0523.320742, mail: info@riccioddi.it, segreteria@riccioddi.it.

Galleria di Arte Moderna Ricci Oddi

Galleria di Arte Moderna Ricci Oddi

La galleria è stata pensata, ideata e realizzata da Giuseppe Ricci Oddi, grande appassionato di arte; l’architetto che ne realizzò l’edificio che la ospita, Giulio Ulisse Arata, disse in proposito: “La Galleria Arte Moderna Ricci Oddi risulta frutto di un’unica mente direttrice”, tanto che ne porta il nome ancora oggi.

Il grande mecenate piacentino nacque il 6 ottobre del 1868: rimasto orfano del padre a 14 anni, studiò presso il liceo classico della città, per poi conseguire la laurea in Giurisprudenza a Roma. Tornato nella città natale, si occupò degli affari di famiglia, alla testa dell’industria “Le officine meccaniche”. Nonostante i pressanti impegni lavorativi, Ricci Oddi non dimenticò il suo grande amore: l’arte. A soli 29 anni, era il 1897, entrò in possesso di tutto un piano del grande palazzo di famiglia, ubicato in via Poggiali, trasformandolo col tempo in una collezione d’arte di sublime interesse. I primi due quadri che acquistò, infatti, furono “Pecore tosate” di Filippini e “Dopo Novara” di Previati. Nacque così, in forma embrionale, quella che conosciamo noi oggi come Galleria d’arte Ricci Oddi.

Attorniato da amici quali lo scultore Oreste Labò, lo storico dell’arte Leandro Ozzola, l’architetto Giulio Ulisse Arata, e altri nomi forse meno noti ma di grande levatura artistica e culturale, quali Laudadeo Testi e Carlo Pennaroli, Ricci Oddi trasformò la sua dimora in una vera e propria casa dell’arte che ospita ancora oggi pezzi non solo cittadini ma provenienti da tutta Italia e anche dall’estero.

Nel 1924 Ricci Oddi prese una decisione storica e di grande impatto su Piacenza: quella di donare la raccolta di arte a cui aveva dedicato tutta la sua vita e gran parte delle sue risorse economiche alla città; non solo, realizzò anche, a proprie spese, l’edificio adatto per ospitarla. Alla sua morte fece ancora di più: lasciò alla galleria il denaro liquido, le azioni e i gioielli di famiglia, per dare la possibilità ai gestori di continuare ad arricchire la collezione con pezzi di pregio.

Galleria di Arte Moderna Ricci Oddi apre i battenti ufficialmente nel 1931: dopo gli anni floridi degli inizi, conosce naturalmente un periodo di stop causato dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale; al termine del conflitto, tuttavia, gli acquisti riprendono con un buon ritmo e la Galleria ha continuato ad ammodernarsi arricchendosi costantemente.

Oggi la collezione conta oltre quattrocento opere, con sezioni ordinate per provenienza geografica e sale monografiche.

Il suo fondatore, all’inizio, si dedicò con particolare attenzione all’acquisto di opere dall’epoca romantica in avanti, fino al periodo contemporaneo. Ricci Oddi, infatti, amava particolarmente la figurazione che rappresenta ancora oggi il fil rouge della collezione, garantendo in un certo senso un palpabile equilibrio fra le opere anche di autori molto diversi fra loro, provenienti da svariate regioni d’Italia e anche dall’estero. I contributi dei paesi diversi dall’Italia sono stati selezionati accuratamente in base al legame con il nostro paese.

La Galleria Ricci Oddi è stata ubicata dal suo creatore nel cuore stesso della città, a testimonianza di quanto l’arte possa essere il centro nevralgico di una comunità che, come quella piacentina, punta molto sulla cultura. Basti pensare che, a due passi dalla Galleria, in piazza Sant’Antonino, si trova una antica Basilica risalente addirittura al 400; dedicata al Santo patrono di Piacenza, è un mirabile esempio di architettura romanica ed è caratterizzata da una grossa torre ottagonale. Distrutto nel X secolo, l’edificio fu ricostruito completamente a partire dall’inizio dell’XI secolo.

Poco più in là, sorge il Teatro Municipale, inaugurato nel 1804, su progetto dell’architetto Lotario Tomba; la splendida facciata è ispirata a quella del Teatro alla Scala di Milano. Gli interni fiabeschi sono stati creati dallo scenografo Alessandro Sanquirico. Nei pressi si trovano anche piazza Duomo con la Cattedrale del 1122, la centralissima Piazza Cavalli, con il Palazzo Gotico e le statue equestri di Ranuccio e Alessandro Farnese. Insomma, non c’era ubicazione più adatta per la Galleria d’Arte: un luogo di incontro naturale fra storia e cultura, dove regna il “bello”, in senso classico e latino.

Galleria di Arte Moderna Ricci Oddi è aperta al pubblico da martedì a domenica (orari: 9,30 – 12,30 e 15,00 – 18,00); è chiusa tutti i lunedì non festivi, 1° gennaio, Pasqua, 1° maggio, 15 agosto, Natale e S. Stefano. Il costo è intero: € 5,00; ridotto: € 3,50.

Interessante notare che l’ingresso è gratuito ogni prima domenica del mese.

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Aurini, La Galleria Ricci Oddi donata a Piacenza, in “Ars Nova”.
  2. Morandi, La galleria d’arte moderna Ricci Oddi; l’atto di fondazione, in “Strenna piacentina”.
  3. Aurini, La Galleria Ricci Oddi donata a Piacenza, in “Ars Nova”.

Fotografia: Yuri Zanelli

 

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