IL PAESAGGIO E L'ARTE
Prosegue
con un’indagine che porta alla scoperta del paesaggio attraverso la
compilazione di una scheda che mette in evidenza: l’approccio
sensoriale, l’analisi dei caratteri, le componenti socio-economiche e le
componenti naturali del paesaggio. Attraverso queste rilevazioni giunge
alla definizione di “una carta di identità del paesaggio”. Viene
anche chiarita la confusione, in cui spesso incorre chi si occupa, a vario
titolo dell’argomento, tra il paesaggio naturalistico, e il paesaggio
culturale: “Il paesaggio culturale è la messa in scena delle attività
dell’uomo e della sua storia. Esso si adatta, di volta in volta, proprio
come la scena di un teatro, alle esigenze della narrazione della vita
dell’uomo e porta i segni di questo vissuto, più o meno importante, più
o meno meritevole di essere ricordato e quindi conservato. Il paesaggio
naturalistico è il luogo dell’assenza della narrazione umana, il luogo
della contemplazione della natura altra dall’uomo, una contemplazione
emotiva, derivata dalla modernità e condizionata dal rimorso di chi ha
violato la natura per sottometterla ai propri fabbisogni”. Dopo
queste necessarie puntualizzazioni, il saggio si occupa dell’estetica
del paesaggio citando filosofi: da Kant a Vattimo, che hanno definito il
concetto di bello e di sublime. La prima parte del saggio si conclude con
l’analisi del rapporto tra giardino e paesaggio: “Giardino e
paesaggio, in rapporto dialettico tra definito e illimitato (quadro e
cornice), tra metonimia e metafora…”, la definizione del “paesaggio
assoluto” e un breve cenno sull’arte dei giardini nel corso dei
secoli. La
seconda parte del saggio, porta la testimonianza dei pittori e degli
scrittori che hanno, con le loro opere, contribuito alla conservazione del
paesaggio, dell’azione di tutela, svolta dai giardini pubblici e
privati, dai parchi regionali e dai parchi letterari. Non manca
l’analisi dell’impatto sull’ambiente dovuto alla realizzazione di
opere pubbliche, del degrado ambientale prodotto dai poli di sviluppo e
dalle attività produttive insediate sul territorio della Provenza. Il
saggio si conclude con l’analisi degli interventi legislativi posti in
essere per fronteggiare il degrado del territorio, ponendo in evidenza i
conflitti di interesse tra uno Stato centralistico e burocratico, che
interviene sul territorio con politiche di piano devastanti e una Regione
Provenza che non possiede gli strumenti adeguati per la tutela del proprio
territorio. Il
Prof. Scalese, che ha anche scritto “Le minoranze e la
globalizzazione”, COPLI, Milano, 1999,
in collaborazione con Carla Pavanati Bettoni, docente di geografia
umana dello IULM di Milano, sta raccogliendo il materiale per realizzare
un saggio sul territorio lombardo e i suoi paesaggi.
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