Storia del vino: il romanticismo

IL VINO NEI SECOLI: il romanticismo

di Marco Rossi

Nel ‘800 cosa succede? Boh!
No, scherzavo. Succede che ci troviamo nel bel mezzo di quella corrente chiamata Romanticismo. I romantici non sono quelli che scrivono migliaia di lettere a pulzelle che non gliela daranno mai.
Sono gli appartenenti a quella corrente artistica dove prevalgono le passioni forti sulla ragione. E cosa c’è di meglio del vino per accendere la passione?
Baudelaire, dedito abitualmente a sostanze ben più pesanti, mostra, però, una spiccata passione per questa bevanda, tanto da dedicarle un ampio spazio in un’opera il cui titolo la dice lunga: “Paradisi artificiali”. E il vino è una porta verso uno dei paradisi:

L’ANIMA DEL VINO

Una sera l’anima del vino cantava nelle bottiglie:
Uomo, verso di te io spingo, o bene amato
a dispetto della mia prigione di vetro e dei miei chiavistelli di sughero,
un canto pieno di luce e di fraternità.

So quanto ti è costato, sulla collina in fiamme,
di pena, di fatica e di sole cocente,
per darmi la vita e per donarmi la tua anima;
Ma non sarò punto ingrato nè nocivo.

Poiché provo una gioia immensa quando ricado
nella gola d’un uomo sfinito dal suo lavoro,
e la sua calda laringe è una dolce tomba
che preferisco più che le mie fredde cantine.

Senti agitarti in te i ritornelli delle domeniche
e la speranza che mormora nel mio seno palpitante?
I gomiti sulla tavola e le maniche rimboccate,
tu mi glorificherai e sarai lieto.

Accenderò gli occhi della tua anziana moglie,
ai tuo figlio renderò la forza ed il colorito.
E’ sarò per questo fragile atleta della vita
l’olio che rassodava i muscoli degli antichi lottatori.

In te ricadrò, ambrosia vegetale,
seme prezioso gettato dall’eterno Seminatore
perché dal nostro amore nasca la poesia
che sgorgherà verso Dio come un raro fiore.

Nell’ottocento accade anche che una terribile epidemia di filossera, un parassita proveniente dall’America, distrugge nel giro di qualche anno, quasi tutte le coltivazioni d’Europa. Per sconfiggere una tale sciagura, vengono importati ceppi di vite americana ormai immune al parassita, sui quali vengono innestati i tralci europei. Il vino è salvo. Questo bailamme dà una ulteriore spinta in avanti alla scienza enologica, che sviluppa in questo secolo, grazie anche alla chimica, nuove tecniche di fermentazione.

Continua….

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